UN PO’ DI TERMINOLOGIA

banksy-graffiti-street-art-maidinlondonLa squadra No TAG sta lavorando in questi mesi alla pulizia dei muri imbrattati da diverse forme di “vandalismo grafico”: ma cosa rientra in questa categoria? Graffiti, murales, street art, tags sono tutte forme di espressione e comunicazione, diversamente regolate dalla legge, il cui inquadramento artistico è spesso l’esito di valutazioni in tanti casi ampiamente soggettive.

Alcuni writers e artisti prediligono i muri di edifici degradati e abbandonati, altri agiscono in città, alcuni concordano muri e superfici con l’amministrazione, altri decidono di agire deliberatamente nell’illegalità e su superfici per le quali non hanno l’autorizzazione. Qualunque sia la forma utilizzata tutte necessitano di complesse procedure per la rimozione.

Per fare un po’ di luce tra le tante pratiche che si trovano nelle nostre città tentiamo di distinguere un po’ nel vocabolario in voga con qualche definizione terminologica di massima, che è stata portata anche nelle classi nel contesto delle attività didattiche del progetto.

Per STREET ART si intende l’arte contemporanea di strada, che utilizza diverse tecniche, dallo spray agli stencil fino alle installazioni di oggetti. Spesso cerca di veicolare messaggi sociali e politici. La sostanziale differenza tra la street art e i graffiti si riscontra nella tecnica non per forza vincolata all’uso di vernice spray e al soggetto non obbligatoriamente legato allo studio della lettera, mentre il punto di incontro che spesso fa omologare le due discipline rimane il luogo e alle volte alcune modalità di esecuzione, oltre all’origine mass-mediatica della terminologia (originariamente semplicemente Writing).

I MURALES sono invece dipinti di enormi proporzioni eseguiti sui muri esterni degli edifici o affissi su pannelli.

GRAFFITI, o writing, tracciati sui muri dai “writers” o “graffitari”, nascono a New York negli anni ’70 come espressione della cultura Hip-Hop. Le scritte sono elaborate, rispondono a precisi canoni stilistici e sono diverse dalle tag in quanto più complesse stilisticamente, spesso anche più gradevoli alla vista.

La TAG è infatti in origine la firma del writer: oggi in tante città assistiamo a fenomeni di “bombing” e cioè la tendenza a scrivere tag dappertutto.

Esistono poi anche le opere di quanti nella tradizione soprattutto italiana sono chiamati MADONNARI: disegni eseguiti con gessetti su strade e marciapiedi, che in origine raffiguravano principalmente immagini sacre ma che stanno assumendo oggi una dimensione creativa, spesso anche in grado di giocare con gli altri elementi architettonici delle strade. Anche in questo caso vengono cancellati dalla pioggia e dal tempo.

Esistono poi anche graffiti “puliti”: si tratta dei REVERSE GRAFFITI, realizzati “in negativo” attraverso la pulizia di una superficie sporca con un’idro-pulitrice e uno stencil e che si cancellano da soli con pioggia e intemperie.

Ricadono poi nella grande categoria della “COMUNICAZIONE AMBIENTALE” tutti quegli interventi di comunicazione (installazioni, scritte, cartellonistica) che giocano con elementi dell’ambiente, soprattutto urbano; ultimamente usati anche a scopo commerciale.

La squadra No TAG interviene principalmente rimuovendo TAG e graffiti non autorizzati da muri e superfici di proprietà comunale, trai quali anche edifici di valore artistico come il Teatro Comunale e il Teatro San Leonardo.

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