LA PAROLA AGLI EDUCATORI

lezione in classe alle scuole medie Panzini

lezione in classe alle scuole medie Panzini

Gli operatori delle cooperative della squadra No TAG lavorano ogni giorno per rimuovere scritte e scarabocchi sui muri del centro storico e della periferia, ma come fare per evitare che tali muri vengano sporcati nuovamente ?
“Certamente una delle possibili soluzioni è quella di intervenire sulle generazioni future, sui writers di domani insomma, formandoli sull’argomento cercando di trovare insieme delle definizioni e individuare la differenza tra arte e vandalismo”. E’ Carlotta Fazioli -educatrice del Centro Antartide che segue i progetti educativi che accompagnano le attività della squadra No TAG – a parlare, raccontando il tipo di percorso intrapreso con alcune classi delle scuole elementari e medie di Bologna.
Gli alunni rispondono con curiosità all’argomento, più sentito forse alle medie rispetto che alle elementari, “i ragazzi sono coinvolti e sensibili al tema”,continua l’educatrice, “anche per influenze di parenti e amici ormai abituati a trovare l’argomento graffiti sulle pagine di tanti giornali”.
Per questo è importante intervenire nella formazione a questo punto del percorso di questi ragazzi: spesso è proprio durante l’adolescenza che si entra in contatto con questo mondo, si formano idee e opinioni personali, si è più sensibili a influenze e condizionamenti esterni e, se non correttamente comprese, si tende a infrangere ogni tipo di regola imposta dall’alto.
“Durante le attività svolte in classe, i ragazzi hanno messo chiaramente a fuoco che il writing o graffitismo è una forma d’espressione e come tale ha bisogno di spazi consentiti per esprimersi, altrimenti sfocia nel vandalismo” racconta l’educatrice, per la quale particolarmente importante è far capire ai ragazzi che il progetto No TAG non intende condannare l’arte, ma il vandalismo; “il writing è una vera e propria disciplina, mentre le cose improvvisate sono proprio quelle che andiamo a rimuovere”. I murales ad esempio sono la parte finale di un lavoro durato molto tempo, fatto di bozzetti su bozzetti, alla continua ricerca della perfezione, di quel famoso concetto ”bellezza” che si è cercato di definire con le esercitazioni.
Educare alla “bellezza” dunque. Siamo perennemente circondati da bellezza e arte: dagli edifici storici fino a quelli più recenti, dalle aiuole di fiori ai parchi pieni di verde, esistono moltissime forme di bellezza le quali nutrono l’anima e lo spirito e la prima regola per mantenerle tali è forse la più semplice: rispettarle.

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