Dado a scuola per TheJamBo

Graffito di Dado alle scuole Besta

Graffito di Dado alle scuole Besta

Uno dei messaggi portanti anche delle attività didattiche del progetto No TAG è quello di spiegare ai ragazzi la differenza tra un semplice scarabocchio su un muro e le esplosioni artistiche chi di tanto in tanto ci capita di incontrare passeggiando per le vie delle città.
Ed è proprio un’esplosione di colori quella che possiamo ammirare passeggiando per il quartiere San Donato, nei pressi di Bologna Fiere, in corrispondenza sulle scuole Besta in Via Aldo Moro.
Naturalmente non si tratta dell’opera di un writer che agisce velocemente nella notte, cercando di non farsi notare da nessuno; anche perché un ponteggio alto 10 metri sarebbe difficile da nascondere !
E’ invece il dono del writer Dado, conosciutissimo e apprezzato nella scena bolognese – tanto che si è aggiudicato una “personale” al museo medievale della città – che, in accordo con l’amministrazione comunale, le scuole e Bologna Fiere, ha voluto dare un suo personale contributo in occasione dell’apertura di TheJamBo, il più grande freestyle urban park d’Italia, tenutosi dal 6 all’8 giugno a BolognaFiere .
Un grande work in progress collettivo, unico nel suo genere non solo in Italia, a cui hanno partecipato  gli studenti, che ha preso il via qualche giorno prima dell’apertura del festival per concludersi alla vigilia di questo grande appuntamento con le culture urbane e con il freestyle di TheJamBO con il meglio degli action sport, della graffiti art e dell’hip hop internazionale e che rimarrà come traccia preziosa di una maniera inedita di intendere la cultura.
Uno spirito condiviso anche dal presidente del quartiere San Donato, Simone Borsari che afferma come “Con questa iniziativa, l’arte contemporanea torna protagonista della riqualificazione territoriale. Questo progetto tiene insieme alcuni beni primari per la comunità: la scuola, la cultura e la valorizzazione delle risorse creative”.
Insomma tante energie si muovono in città, unite  da un filo invisibile di civiltà, per comunicare il medesimo messaggio educativo: l’arte di strada serve ad abbellire e a trasmettere valori positivi, non ad imbrattare.

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